Stand IP al Salone Nautico Internazionale di Genova

Per diversi edizioni, negli anni 80 e 90, l'azienda internazionale IP ha partecipato al Salone Nautico Internazionale di Genova e lo ha fatto cercando sempre di sorprendere con opere strutturali affascinanati e all'avanguardia affidate all'estro di Oikonomoy.

Nel 1986 l'IP aveva presentato in un proprio stand l'enorme plastico di un'Italia con segnati tutti i porticcioli. Nel 1987 aveva sorpreso i visitatori con l'allestimento di una mostra fotografica di Fulvio Roiter. Nel 1988 un omaggio ai Fenici attraverso la metafora della scia di porpora. Nel 1989 "Far vela verso il '90" era il titolo dell'edizione che anticipava la coppa del Mondo in Italia del 1990. A seguire la trilogia "L'uomo e il mare" che ha visto "Atlanticotransatlantico" nel 1990, "Navi militari italiane" nel 1991 e "Passioni di vela" nel 1992. 

"La scia di porpora" del 1988

Nel 1988 l'azienda si è maggiormente inserita nel circuito culturale organizzando nel proprio stand la mostra La scia di porpora con cui ha fatto conoscere al pubblico la storia dei Fenici, popolo che ha diffuso la tecnica della navigazione nel Mediterraneo. Lo stand IP ha rappresentato una scelta di immagini legate al filo conduttore del mare. Il mare come ipotesi di viaggio di scoperta, di commercio, di rischio. Infatti i Fenici erano anche commercianti. Sul mare loro trovarono per vocazione, non meno che per necessità, la naturale via di espansione attraverso il desiderio di conoscere nuove terre per disporre di materie prime nuove e competitive e per avviare il commercio dei manufatti prodotti in patria. Tra questi, soprattutto le stoffe tinte di porpora, una vera e propria industria di grande importanza storica ed economica. Le navi fenicie, correndo sull'acqua, lasciavano dietro di sé una scia, ma tracciavano anche sulle rotte del mare un ideale scia di porpora.

 

Ricordare la civiltà e la vita di quel popolo scomparso in una particolare struttura in cui sono stati collocati reperti conservati nel museo di Santioco di Cagliari, con il coordinamento scientifico di Piero Bartoloni. La disposizione degli oggetti vasellame, gioielli , utensili quotidiani, era curata in vetrine nelle quali sono stati collocati insieme a stelle votive anche gioielli d'oro di raffinata fattura, anforette e monili in pasta vitrea colorata e ambra accanto alle vetrine, pannelli illuminati e schede didattiche hanno facilitato la lettura di un popolo misterioso e affascinante. E' stata anche predisposta a una pubblicazione La scia di porpora data in omaggio ai visitatori dello stand, tra cui numerosissime scuole. Dominava lo stand IP una piramide in plexiglass che lasciava vedere un allestimento sotterraneo: la ricostruzione di un santuario in cui i semi sepolti nella sabbia, apparivano vasi di terracotta e altri oggetti d'uso.

"Atlanticotransatlantico" del 1990

Inviaci un messaggio