"La scia di porpora" del 1988
Nel 1988 l'azienda si è maggiormente inserita nel circuito culturale organizzando nel proprio stand la mostra La scia di porpora con cui ha fatto conoscere al pubblico la storia dei Fenici, popolo che ha diffuso la tecnica della navigazione nel Mediterraneo. Lo stand IP ha rappresentato una scelta di immagini legate al filo conduttore del mare. Il mare come ipotesi di viaggio di scoperta, di commercio, di rischio. Infatti i Fenici erano anche commercianti. Sul mare loro trovarono per vocazione, non meno che per necessità, la naturale via di espansione attraverso il desiderio di conoscere nuove terre per disporre di materie prime nuove e competitive e per avviare il commercio dei manufatti prodotti in patria. Tra questi, soprattutto le stoffe tinte di porpora, una vera e propria industria di grande importanza storica ed economica. Le navi fenicie, correndo sull'acqua, lasciavano dietro di sé una scia, ma tracciavano anche sulle rotte del mare un ideale scia di porpora.
Ricordare la civiltà e la vita di quel popolo scomparso in una particolare struttura in cui sono stati collocati reperti conservati nel museo di Santioco di Cagliari, con il coordinamento scientifico di Piero Bartoloni. La disposizione degli oggetti vasellame, gioielli , utensili quotidiani, era curata in vetrine nelle quali sono stati collocati insieme a stelle votive anche gioielli d'oro di raffinata fattura, anforette e monili in pasta vitrea colorata e ambra accanto alle vetrine, pannelli illuminati e schede didattiche hanno facilitato la lettura di un popolo misterioso e affascinante. E' stata anche predisposta a una pubblicazione La scia di porpora data in omaggio ai visitatori dello stand, tra cui numerosissime scuole. Dominava lo stand IP una piramide in plexiglass che lasciava vedere un allestimento sotterraneo: la ricostruzione di un santuario in cui i semi sepolti nella sabbia, apparivano vasi di terracotta e altri oggetti d'uso.