Ai valori della solidarietà

Nel 1999 il Lions Club Genova Ducale ha ha deciso di omaggiare il Monsignore Giovanni Pedemonte per il continuo aiuto morale e materiale dato a coloro che a lui si rivolgevano in cerca di sollievo alle pene spirituali ed alle necessità di vita. Morto nel marzo del 1998, ha lasciato un motto "Non mi pesa, è mio fratello"

E cosi il Genova Ducale ha deciso di ricordarne la memoria con un monumento ideato e realizzato dall'architetto Oikonomoy, membro egli stesso del Lions Club. L'opera vuole fissare nel tempo i valori della solidarietà e della fratellanza che l'attività di Monsignor Pedemonte ha rinverdito, lasciando a chi lo ha conosciuto l'obbligo di diffonderli nel mondo e quello di difenderli dalle ipocrisie e dal male.

 

L'opera è stata inaugurata il 26 giugno 1999 presso l'Opera "Goisué Signori" di Genova Prà in presenza del Monsignor Dionigi Tettamanzi e diverse autorità ecclesiastiche, civili e lionistiche. L'opera è tutt'oggi visitabile presso  l'Opera "Goisué Signori"

Il significato dell'opera

Di fronte a un mondo che sta diventando velocemente una casa comune, sempre più numerose sono le attese dei più poveri e bisognosi, e la consapevolezza del valore della solidarietà diventa determinante. In questa realtà, il pensiero è l'azione di chi difende i valori umani è da promuovere e da sottolineare nell'intento di recuperare la cultura dei valori umani la cultura dell'uomo.

Recuperare e valorizzare gesta e pensieri di uomini che hanno dato esempio di umanità, e opera importante e meritoria e se, rivolta oltre alla gente particolarmente ai giovani diventa opera fondamentale e contributo per la giusta crescita della nostra società.

Così nasce l'idea di erigere un monumento a questo concetto di valore universale, condizione per una convivenza pacifica tra tutti gli uomini. E così, nel monumento, l'uomo esce dal blocco a forma di parallelepipedo che rappresenta il monolito di culture convenzionali e di comodo, per esprimere con impeto e fierezza nelle parole di - Non è pesante e mio fratello" -  il concetto di solidarietà verso tutti, perché in questa Terra siamo tutti fratelli.

Ma la solidarietà non può esistere in senso formale se prima non si eliminano gli steccati, chiodi, le guerre, quindi si evidenzia la condizione necessaria del pensiero compagna l'intelletto dell'uomo, che sulla scultura è rappresentato con una colomba, simbolo della pace, che inizialmente affianca la testa dell'uomo, quindi il pensiero, per poi diventare simbolo che sovrasta il complesso monumentale con la mano che la regge verso l'alto, elevandolo così a simbolo universale.

L'opera doveva essere inizialmente collocata al centro di un muro semi-circolare sopra di cui riportare i pensieri e le espressioni di solidarietà e d pace di uomini che hanno fatto grande il mondo: Gesù, Madre Teresa, Giovanni XXIII, Martin Luther King, Ghandi, Desmond Tutu e tanti altri che insieme compongono e accompagnano il complesso monumentale che lascia spazio a future esperessioni di tutti gli uomini come un inno alla solidarietà verso l'uomo di domani, del millennio che vorrà. 

  

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