Monumento bronzeo per la pace

La colomba, eterno simbolo di pace, si leva dal volto di un bambino, pronta a portare il suo volo di pace e amore in tutto il mondo, dall'alto dei Tre Monti di San Marino. Un messaggio di speranza che nasce dal paese di San Marino, un paese che per questa stessa speranza di pace ha sempre lottato, e, come si legge nei discorsi dei suoi rappresentanti pubblici, sostiene in ogni sede.

In questa fiducia che accomuna per un futuro di pace, la commissione Nazionale Sammarinese per l'Unicef ha ringraziato Oikonomoy per questa sua esemplare testimonianza di artista compiutamente espressivo, di uomo profondamente generoso e democratico.

 

Bozzetto a matita del volto del bambino. Firmato dall'autore Oikonomoy

Elaborazione del plastico in argilla

Saldatura dell'armatura in ferro

Inserimento delle lamine divisorie del calco

Rivestimento in gesso

Interno del calco anteriore a seguito dell'apertura del calco

Gli scalpellini sanmarinesi mentre preparano, con la pietra del Monte Titano, la base del monumento

Il monumento per la pace realizzato in bronzo e poggiante su un alto basamento in pietra del Monte Titano, cosi come appare in località "campo sportivo Bruno Reffi" in uno dei punti più alti e panoramici di San Marino

San Marino e Oikonomoy

Perchè San Marino come luogo di installazione del monumento? Perchè la Repubblica di San Marino è paese tradizionalmente neutrale, partecipante alla conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa, membro dei principali istituti specializzati e delle Nazioni Unite per la difesa di questi valori in campo internazionale, Osservatore del Consiglio d'Europa. Dal 1462 la Repubblica non ha più partecipato a guerre e nel 1848 ha abolito la pena di morte, ancora oggi tiene viva e attuale la tradizione di ospitalità che l'ha sempre caratterizzata nel tempo e che la vista accogliere, fra illustri personaggi politici e storici, il generale Garibaldi nel 1849 e oltre 100.000 rifugiati durante la Seconda Guerra Mondiale.

Oikonomoy ha realizzato nel 1979 il manifesto per l'anno internazionale del fanciullo e nel 1981 gli splendidi otto manifesti dedicati ai fondamentali obiettivi dell'Unicef, divulgati in tutti i paesi, dove la testa di una bambola anni 20 vuota, cerea, senza occhi, si pone come simulacro del viso di milioni di bambini che soffrono la loro infanzia in condizioni disperate, che muoiono di fame e distenti, ogni anno, nel silenzio e nella dimenticanza dei paesi più sviluppati. Non a caso questo volto di bambola, che l'artista deturpa e colpisce di volta in volta simboleggiare gli affronti che l'età tenera dell'infanzia deve subire dalla fame, dalla miseria, dal dolore, è stato scelto dall'Unicef quale suo simbolo ufficiale dell'immagine infantile, e non a caso l'unicef ha nominato Oikonomoy artista ufficiale dell'Unicef.

 

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